giovedì, 03 gennaio 2008

2008 ~ Lealidiicaro

Anno nuovo vita nuova.
Mi spiace di non aver scritto per quasi un mese, ma davvero non sapevo cosa dire.
Ritorno a scrivere perchè non mi piace fare propositi e quindi non li farò, ma mi piace fare bilanci e quindi li farò.

L'abitudine del bilancio, o gioco del bilancio o come cavolo volete chiamarlo me l'ha insegnato Kaori, una ragazza giapponese che ho incontrato durante il primo viaggio in Scozia.
In sostanza basta pensare a cosa avevi un anno fa che adesso non hai più e a cosa hai adesso che l'anno scorso non avevi.

Io di cose che non ho più ne trovo alcune, ma di cui non mi interessa molto.
-Non ho più la macchina perchè a Milano uso i mezzi.
-Non ho più la Penna che mi dice di entrare in classe in latino.
-Non ho più il mio gatto, che ogni tanto mi manca di più dei miei stessi genitori.

Di cose che ho perso ce ne sono alcune, giusto due o tre, che mi mancano davvero.
-Non ho più gli intervalli a dire cazzate alle macchinette e uscire il sabato senza prendere neanche in considerazione l'idea di andare in discoteca.
-Non ho più persone con cui uscire per una birra, o un concerto, o qualcos'altro.
-Non ho più  il giornalino in cui riversare le mie energie, quel dannato pezzo i carta a tenermi in piedi fino alle tre per un mese di fila.

Di cose che ho perso dicevo che ce ne sono alcune, ma di cose che ho ce ne sono di più.
-Ho una persona con cui parlare quando sono triste, con cui passare le vacanze, con cui andare in giro senza meta per Milano.
-Ho una città che fin da piccola ho sognato, un grande mostro grigio che sembra aspettare solo me.
-Ho un appartamento e un'università che mi fanno male, ma non lasciarei per niente al mondo.
-Ho per amici persone che non mi sarei aspettata, ma amici preziosi che mi rendono tutto più leggero.
-Ho una me stessa più serena e felice, serena e felice come non mi ricordo di essere mai stata.

Questa mattina ho realizzato una cosa sola, ma grande e bella.
Ho realizzato qual è stato il regalo di questo anno.

Ho realizzato che i vecchi demoni sono scomparsi.

E anche se può sembrare una cazzata, era l'unica cosa che potevo chiedere.

u find it here: riflessioni
at 18:42

avete commenti (6) ?

domenica, 04 novembre 2007

The L world ~ Lealidiicaro

Qualche giorno fa ho ricevuto il voto della prima prova parziale di questo mio corso di giurisprudenza. Diritto Romano.

Voto 26/30.

Ho affrontato in modo strano questo esito, in modo ambivalente e con un misto di soddisfazione e delusione mischiate assieme. Soddisfazione perchè il mio è stato uno dei voti più alti, delusione perchè avrei voluto prendere 28 o 29.
Mi sono sentita strana, nel leggere quel voto, perchè da un lato volevo di più ma dall'altro sapevo che la mia preparazione non era da dieci e lode. Una buona preparazione, ma non il mio massimo.

Domani avrò il secondo parziale. Diritto privato. 15 domande a crocette in 15 minuti e "è la tua risposta definitiva?" poi stop. Entrerò alle otto e mezza e alle nove avrò finito. 15 croci a misurare 3 settimane di intenso studio e caffeina a litri.,
Ho sermpre odiato le crocette e i segnetti, perchè sono impersonali e che cavolo ne sai di perchè uno ha risposto a invece di b. Non mi sono mai piaciute perchè non è vero che è imparziale perchè a farsi i gesti con le mani col vicino di banco delle risposte date siamo ormai capaci tutti.

In più stare qui e sapere quanto pagano i miei per farmi stare non mi aiuta. Loro non fanno pesare nulla, ma l'ansia mi assale al solo pensiero di prendere meno di 25.
Perchè non si spendono 8000 euro annui solo di tasse per far studiare una persona che ha voti mediocri, e i miei sono le uniche persone che in vita mia non ho mai voluto deludere.
Le uniche persone per cui mi sono posta e mi pongo tuttora il problema, di non essere una delusione.

In ogni caso Milano mi piace ma la Bocconi ti asfissia. La Bocconi è un mondo dove per uscire il sabato 100 euro non sono molte, dove quanto studi è meno importante di cosa indossi, dove c'è una ragazza che viene derisa dai compagni "fighi" perchè meno curata del solito.
Con battute da scuola elementare, del tipo "dai Serena, oggi mi sento buono, vieni a sederti vicino a me. Anzi no, non mi sento COSI' buono!"
La Bocconi è ottima per studiare ma un veleno per il cuore.
E' un posto dove "Io non vado alla Statale perchè alla Statale CI SONO I POVERI". E la gente si trasforma, alcuni sono già cambiati.

Questo weekend sono andata al Lucca Comics con Davide, abbiamo dormito in una stanza alla buona e festeggiato con pochi euro il nostro primo mese assieme.
Mi ha regalato un pupazzo di L, con gli occhi grandi e la posa ranicchiata.
E quando sono tornata a Milano l'ho appoggiato sul letto. Ho guardato la mia stanza, ingombra di foto e All star e fumetti e libri e quaderni di scuola. E ho guardato la stanza di Valeria, ingombra di Gucci, Prada, Zara, coccodrilli e ermellini morti.
Ho guardato l'espressione di L e mi è sembrato che dicesse: "Già, la tua stanza è più bella..."
E ho annuito.

La mia stanza è più bella.



u find it here: riflessioni, sprazzi di vita, giappo-mondo
at 20:35

avete commenti (7) ?

martedì, 02 ottobre 2007

Quando mi chiedono ~ Lealidiicaro

Prima di partire mi avevano detto un sacco di cose su Milano:
Mi avevano detto che è sporca
che è inquinata
che i milanesi sono antipatici
che alla Bocconi sono tutti ricchi
che dopo le otto di sera di stuprano sul tram
che mi sarei trovata male

che con Milano non c'entravo
niente

Mi avevano detto un mucchio di cose prima di partire, e la maggior parte erano solo delle gran stronzate.

Intanto qua la gente si ferma se mi vede sulle strisce in attesa di passare. E il cielo è più blu che ad Asti.
Anche la nebbia è meno fitta, e i trasporti sono tranquilli.

Prima di partire F. mi aveva detto: "Non capisco perchè non sei venuta a Pisa, sono due anni che mi dicevi di voler fare la Normale."
Ma questo weekend quando sono tornata a casa per la prima volta ho ritrovato un vecchio diario di quando facevo terza media.
"Sono appena tornata dal concerto e sono stanchissima ma ho deciso: appena finisco la scuola vado a vivere a Milano!"

Avevo tredici anni allora, e il concerto era quello degli articolo 31 ai magazzini generali a cui ero andata di nascosto e da sola. Da cui ero tornata stanca, sporca e infreddolita, ma che ho serbato nel cuore come la cazzata più grande e al tempo stesso più bella io abbia mai fatto.

Il giorno del trasloco ho scoperto che il mio appartamento è proprio davanti a quel posto, quei magazzini generali che mi erano sembrati e che sono lontani chilometri dalla stazione.
Quel giorno ho tirato fuori dalla valigia la felpa degli articolo che mi ha regalato Davide e l'ho portata davanti ai magazzini. Ho guardato la felpa sdrucida che mio cugino mi ha regalato tre giorni prima di essere sbalzato fuori da quell'auto in corsa e poi ho guardato di nuovo i magazzini.

Adesso sono più grande, più matura, forse, ma le sensazioni sono le stesse.

Ogni volta che passo davanti ai magazzini di sera e il freddo mi ricorda quello di quella sera mi viene in mente una pubblicità della telecom in cui c'era Gandhi che diceva "quando mi chiedono se credo in un mondo migliore io rispondo: come potrei non crederci?".
Ogni volta che passo davanti ai magazzini inconsapevolmente ripenso alla felpa e a quel vecchio diario e mi dimentico dei compiti e degli esami e dello stress.

Guardo i magazzini e penso:

Quando mi chiedono se credo nel destino io rispondo:
come potrei non crederci?



u find it here: riflessioni
at 19:19

avete commenti (7) ?

giovedì, 03 maggio 2007

ASSASSINI, COMUNISTI E MALATI TERMINALI ~ Lealidiicaro

“E dico addio…
a chi si professa di sinistra e democratico
però è amico di tutti, perché non si sa mai
e anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai”
 
Francesco Guccini-Addio
 
Scrivo questo post in seguito a una riflessione politico-religiosa-morale che non ho potuto fare a meno di fare dopo determinati fatti, quindi spero che mi perdonerete lo sproloquio.

Prima di iniziare tengo a precisare che quello che sto per dire prescinde da quelle che sono le mie idee politiche, che per altro non ho intenzione di analizzare o esporre su questo blog.

Molti di voi sapranno quanto successo al concerto del primo maggio, se non per aver sentito per parole di Rivera in diretta almeno per averne sentito parlare da giornali e telegiornali.
Verso le 14 di martedì pomeriggio il presentatore Andrea Rivera ha detto una cosa che credo sia condivisa dal 90% dagli italiani, ossia ha fatto notare che sì, la Chiesa non ha mai accettato la teoria dell’evoluzione della specie, e ne è la prova il fatto che essa non si è mai evoluta.
Rivera ha detto una cosa che è la pura è semplice verità. Hanno avuto un funerale religioso persone come Pinochet che si sono macchiati di orribili delitti e sono morti con sulla coscienza la consapevolezza di aver causato un genocidio, e invece a un pover’uomo come Welby il funerale è stato rifiutato.
Ora, si può obbiettare che nella giornata dei lavoratori si poteva evitarte di parlare di cose che non c’entravano nulla, tuttavia le parole di Rivera mi sono sembrate sacrosante.
Per la Chiesa (e non per il cristianesimo, ma per il suo organo costituito da uomini che comandano e decidono cos’è giusto e cosa no), i suicidi non hanno diritto al funerale. E questo mi va bene.
Ma si può ritenere suicidio il semplice fermare delle macchine senza le quali non potresti restare in vita?
E’ suicidio togliere delle macchine che stanno evitando il naturale decorso che ti porterebbe altrimenti alla morte?
Per mia personale opinione praticare l’eutanasia non equivale a buttarsi giù da un balcone, ma ammesso anche che i due gesti agli occhi di Dio avessero la stessa valenza la domanda è un’altra:
se un suicida non è degno di funerale, lo dovrebbe essere un OMICIDA? Un dittatore, un genocidi, un uomo per quali si può solo pregare che esista davvero l’inferno, per poterlo vedere bruciare fino alla fine dei tempi,.
Non rispettare la propria vita vale davvero di più che non rispettare quella degli altri?
Eppure io ricordo che il comandamento recitava NON UCCIDERE, senza complemento oggetto.
Nei comandamenti è tutto scritto. Uccidere sè stessi o qualcun altro è la stessa cosa. Comandare qualcuno affinché questo qualcuno uccida qualcun per conto tuo è lo stesso.
Eppure per la Chiesa non lo è.

Mi spiace dire queste cose, perché la frase “credo in Dio ma non nella Chiesa” è il solito sputo di qualunquismo di chi non prende posizioni.
Ma se devo scegliere io allora dico che no, IO NON CREDO IN DIO.
Se per credere in Dio io devo credere nella Chiesa io non mi riconosco in un Dio che preferisce un assassino a un malato terminale.
Io rivendico il mio diritto di dire che quel che si pensa si può dire, in diretta tv come in qualunque altro posto.

Poi sono d’accordo che Rivera poteva risparmiarsi la filippica IN QUELLA DATA CIRCOSTANZA, ma che tutti siano umani tranne quei quattro bambocci del Vaticano non è giusto.

Ad ogni modo ammettiamo che Rivera abbia sparlato a sproposito, e ammettiamo anche che siamo tutti mortali tranne quei quattro bambocci. Cioè che più mi ha DISGUSTATA di questo girotondo è stato il DISSOCIARSI DELLA SINISTRA.
Ma diamine, la sinistra laica e anticlericale che si indigna per ciò che tutta Italia pensa?
La sinistra, proprio quella sinistra che anni fa ha lottato per la laicità dello stato, proprio quella sinistra che è per la libertà di espressione.
Proprio quella sinistra.
PROPRIO QUELLA.
Come potete vedere io sono anticlericale e disgustata dalla sinistra, quindi più che mai le mie convinzioni politiche non c’entrano.
Di qualunque schieramento io sia non credo ci siano giustificazioni all’ipocrisia. E se fossi di destra non sarei così ottusa da non riconoscere i torti della Chiesa, come se fossi di sinistra non sarei così cieca da non riconoscere i torti della mia stessa coalizione.

Il bello è che adesso nella mia città si sta per andare alle urne. Ma chi scegliere tra i sostenitori di una chiesa che mi dà i brividi e un gruppo di finti rivoluzionari che leccano la chiesa che mi dà i brividi?

Rimetto ai posteri l’ardua sentenza.

E scusatemi di nuovo lo sproloquio.


u find it here: riflessioni
at 22:31

avete commenti (1) ?

domenica, 17 settembre 2006

PER UNA DONNA DI RABBIA E D'ORGOGLIO ~ Lealidiicaro

"Mi disse: Ti porteremo il più vicino possibile alla zona rossa, quel generale, quell'uomo con capelli brizzolati e volto di faina.  Mi disse: Sarà il reportage del secolo, nessuna donna è mai andata là.

Ero arrivata in Vietnam da due giorni, nell'aria c'era solo zolfo e polvere. Decisi che sarei andata a vedere la guerra da vicino, che l'avrei seguita, le sarei stata dietro.
Quel generale mi promise di portarmi là, in mezzo a loro, a vedere tutto coi miei occhi, ma quando l'elicottero fece una brusca manovra di atterraggio, guardando le strade deserte capii che ero stata solo presa in giro.
Mi portarono in un Hotel per giornalisti. A cena sembrava normale parlare considerandosi al sicuro. Perchè lì eravamo ben lontani dal conflitto a fuoco, mi disse un giovane olandese.
L'unica cosa che pensavo nella mia collera era che ero stata presa in giro, e che quel generale avrebbe dovuto pagarla cara.

Lo portarono via alle due e mezza di notte, mezz'ora dopo che avevo cominciato a sfondare la porta della sua camera con i tacchi delle mie scarpe da giornalista occidentale."

Alcune volte l'ho odiata, altre volte l'ho adorata, ma comunque non mi è mai stata indifferente.
E' morta la più grande pensatrice degli ultimi cinquant'anni, che come al solito noi italiani non abbiamo fatto altro che insultare.



u find it here: riflessioni, libri
at 18:37

avete commenti (7) ?




{ THE GIRL }



Msn
Mail
Myspace

Chiara, diciannovenne sull'orlo di una crisi di ottimismo. Astigiana trapiantata a Milano per ragioni di studio. Studentessa al primo anno di giurisprudenza presso il CLMG Bocconi. Frequentatrice di un corso di giapponese e uno di scrittura creativa. Nuotatrice a tempo perso. Vegeta-addicted. Una passione smisurata per J-ax. Moderatrice di un fUorum e capoclasse senza elezione. Amore incondizionato per Vegeta , L, Nobuo Terashima e Stephen King. Vorrei incontrare Ettore di Troia se esistesse l'aldilà.

{ HER ROOMS}

Sullo stile di scrivere
Fan fictions' archive

{ SHE LOVES }

Il mio gatto Gianluca, mia madre e come mi abbraccia, leggere, nuotare, la musica rock, i Club Dogo, Jax, i manga, Hayao Miyazaki, Umberto Eco, scrivere, Milano, New york, Edimburgo. (Lui)

{ SHE HATES}

Le mucche, ogni tipo di estremismo, gli stupidi, le scienze, litigare col pc, i cachi, Parigi, il primo pomeriggio, Striscia la Notizia, i lucchetti sui lampioni.

{ PLAYING }

J-ax, System of a down, Nightwish, Club dogo, Bowling for soup, Guns'n'roses, Francesco Guccini, Fabrizio de Andrè, Modena city ramblers.

{ WANNA BE }

- Andare a Praga
- entrare alla Bocconi
- Andare in piscina
- Lui^^
- Avere la media del 28
- Trasferirmi a Milano
- Essere felice

{ FRIENDS}

Alexa
Amarilly
Ceci
Ferdinando
Sara
Zan


{ TAGS }

articolate
giappo-mondo
libri
musica
perle di saggezza
riflessioni
seghe mentali
sprazzi di vita
su di me
tv
varie scemenze


{ PEOPLE SAID }

utente anonimo in RESTIAMO AMICI?

{ PAST }

oggi
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
gennaio 2007
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005


{ CREDITS }

Sara per il player


{ VISITS}

Ringrazio
*loading*
persone per aver
visitato il mio blog