venerdì, 25 gennaio 2008

La collina dei conigli- Richard Adams ~ Lealidiicaro

Ci sono dei momenti in cui una persona deve fare i conti con quelli che sono stati gli incubi della propria infanzia. Uno dei miei incubi ricorrenti tra i cinque e i dieci anni è stato questo cartone animato, tratto dal libro di Richard Adams "La collina dei conigli" che tutto era meno che un libro per bambini.

La storia parla di un piccolo coniglio veggente chiamato Quintilio, che un giorno nella pace della propria conigliera sogna l'avvicinarsi di una catastrofe raffigurata da un grande Coniglio Nero della Morte. Con un po' di aiuto da parte del fratello Moscardo Quintilio riesce a convincere un gruppo di altri conigli a lasciare la conigliera, anche se tutti quanti o quasi lo prendono per pazzo e gli dicono di darsi uan calmata. Il viaggio li condurrà in una nuova colonia, ma che lo renderà comunque inquieto perchè non ancora lasciato in pace dal pensiero del Nero Coniglio della Morte.

La collina dei conigli è stato uno dei classici del novecento, dove l'imminete pericolo era quello causato dagli uomini che volevano edificare il terreno in cui si trovava la conigliera.
Quintilio sembra un piccolo umano che vede la Terra intorno a lui andare verso la rovina, e l'intento di Adams era sicuramente più profondo che non rappresentare la vita di un gruppo di roditori.

Mia madre mi fece guardare questo cartone animato all'età di cinque anni, e io per anni sognai il Nero Coniglio Della Notte in tutti i miei incubi di bambina.
Lo sognai perchè per me era solo un grosso e cattivo coniglio, e perchè una bambina non dovrebbe sentire parlare di conigli DELLA MORTE, la morte raffigurata ad un bambino è sempre molto peggio dell'uomo nero.

In ogni caso in questi giorni sono tornata a Milano per un esame e ho deciso di fare un giro in centro. La Mondadori di Piazza Duomo è tappa fissa perchè unisce un buon caffè con un posto dove posso leggere senza cameriere che ogni due secondi vengono a chiedermi se consumo ancora o vado via.

La BUR ha ristampato una nuova edizione della Collina dei Conigli, e ho deciso di comprarla.
A pagina 300 ancora nessuna traccia del Nero Coniglio della Morte, e se arriverò alla fine vedendo che quell'essere è stato solo un escamotage per film d'animazione sarò incazzata e mi sentirò anche stupida.

In ogni caso il libro è poesia.

Ma davvero poesia.

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at 22:23

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mercoledì, 16 maggio 2007

THOMAS MANN-TONIO KROGER ~ Lealidiicaro

 

TONIO KROGER
di Thomas Mann
Edizione Oscar Mondadori
pag 155 (testo originale a fronte)
7,80 Euro


"Lavorava muto, chiuso, invisibile e pieno di disprezzo verso quei meschini per i quali l'ingegno non è altro che ornamento da società, che, ricchi o poveri non importa, si mostravano in pubblico arruffati e cenciosi o sfarzeggiavano con eccentriche cravatte, e insomma si preoccupavano soprattutto di condurre una vita felice, affascinante e artistica, senza sapere che le opere di valore nascono sotto il premere di una vita cattiva, che colui che vive non lavora e che, per essere veri creatori, bisogna essere morti."

Tonio Kroger e Hans Hansen sono compagni di scuola e amici. Tonio è un ragazzo chiuso e taciturno, che ottiene scarsi risultati a scuola e fra i coetanei. E' un ragazzo che ama scrivere, che guardando il piccolo noce del giardino compone versi per cui poi viene deriso da compagni e professori. Hans invece è un angelo biondo dagli occhi azzurri, alto , aitante, ottimo parlatore e indiscusso primo della classe in tutte le materie.
Tonio è fiero di essere amico di Hans, anche se quest'ultimo non sembra ricambiare.
Ma il tempo passa e le strade si dividono: Tonio diventa scrittore e Hans sposa la bionda Hinge, vecchia fiamma di Tonio.
I due sembrano essersi realizzati, ma Tonio continua a sentirsi fuor posto, perennemente diverso dalla classe itnellettuale o borgehse che lo circonda.
Nasce in questa storia il dramma dello scrittore sradicato caro al mito decandente.
Tonio non scrive per vivere, ma scrive perchè non sa vivere.
"Chi scrive non ha tempo per vivere" dice ad un'amica pittrice.
Tonio è uno scirttore tanto famoso quanto infelice. Ce per certi versi sa di essere diventato scrittore per sopperire al fatto die ssere inferiore ad Hans.

In questo piccolo gioiello della narrattiva, lo scrittore Thomas Mann riesce a concentrare tutto il concentrabile in poco meno di 120 pagine. Una storia di amicizia, di separazione, di gioia e dolore.
Un racconto lungo che colpisce al cuore per la propria immediatezza, unr acconto lungo il cui protagonista diventa eroico nel suo essere sconfitto.
Un libro davvero da leggere.

"Vi avevo dimenticati? si chiedeva. No! Mai! Nè te, Hans, nè te, buonda Inge" Era per voi che lavoravo, e quando mi giungeva un applauso guardavo furtivamente attorno se anche voi vi prendevate parte... Hai poi letto il Don Carlos, Hans Hansen, come mi avevi promesso al cacello del giardino? Non leggerlo! Non te lo chiedo più. Che importa a te se il re piange perchè è solo? I tuoi occhi luminosi non debbono velarsi della stupida aria strasognata che dà la lettura."



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at 20:27

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mercoledì, 31 gennaio 2007

Outlander ~ Lealidiicaro

Alla fine sono tornata, riappropriatami di casa mia e della linea telefonica, presto anche del mio pc portatile. Non sto scrivendo questo post per raccontarvi cosa ho fatto in questi mesi (per questo ci sarà tempo e spazio per lae foto), ma per recensire il libro che in quest'ultimo mese ha occupato tutto il mio mondo cerebrale.

Ma prima di tutto ci tengo a fare una precisazione, o meglio a fare un ringraziamento. Questo libro infatti non è stato comprato da me in persona, ma da una delle persone che in questi ultimi due anni ha ricoperto uno dei ruoli più importanti.

Voglio ringraziarti, F., per avermi regalato questo libro. Voglio ringraziarti e dirti che se pensavi che questo libro non mi sarebbe piaciuto ti sei sbagliato, e che oltre a essermi piaciuto c'è stato di più.

Voglio dirti che questo è stato il regalo più bello che io abbia mai ricevuto. Dico sul serio.

Tornando invece alla recensione il libro in questione di chiama La straniera, ed è stato scritto da Diana Gabaldon, una biologa statunitensie che da questo libro ha tirato fuori una vera e propria saga con i suoi personaggi.

La storia si svolge in Scozia, e la protagonista è una giovane infermiera della seconda guerra mondiale, che però durante una gita si ritrova in un sinistro cerchio di pietre che la trasporta indietro nel tempo dal 1945 direttamente al 1845, in mezzo alle lotte dei clan scozzesi con le crudeli giubbe rosse inglesi.

La storia sembra un romanzo rosa di quarta categoria, con lei che, sposata con un uomo, si trova trasportata indietro nel tempo e finisce promessa sposa a un altro. Una serie di folli peripezie che, però, la portano a dubitare sul se lei voglia davvero tornare indietro o no.

E' una storia che può essere banale, che ho cominciato pensando di piantarla alla quinta pagina, ma che poi mi ha coinvolto a tal punto da esser finita a piangere sull'ultima pagina, con una gran sensazione di vuoto attorno.
Una storia apparentemente come tante, che però mi ha colpita in maniera così forte da lasciarmi stordita.
La straniera è uno di quei libri che vanno esattamente come si vuole, in cui tutto accade secondo i propri desideri, ma che alla fine dà sicurezza invece di delusione.

E' un libro che tocca davvero nel profondo, che tocca le corde più profonde dell'animo umano.

Un libro di primo acchito molto semplice, ma con una forza sovrumana.

Leggetelo, davvero.



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at 18:12

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domenica, 17 settembre 2006

PER UNA DONNA DI RABBIA E D'ORGOGLIO ~ Lealidiicaro

"Mi disse: Ti porteremo il più vicino possibile alla zona rossa, quel generale, quell'uomo con capelli brizzolati e volto di faina.  Mi disse: Sarà il reportage del secolo, nessuna donna è mai andata là.

Ero arrivata in Vietnam da due giorni, nell'aria c'era solo zolfo e polvere. Decisi che sarei andata a vedere la guerra da vicino, che l'avrei seguita, le sarei stata dietro.
Quel generale mi promise di portarmi là, in mezzo a loro, a vedere tutto coi miei occhi, ma quando l'elicottero fece una brusca manovra di atterraggio, guardando le strade deserte capii che ero stata solo presa in giro.
Mi portarono in un Hotel per giornalisti. A cena sembrava normale parlare considerandosi al sicuro. Perchè lì eravamo ben lontani dal conflitto a fuoco, mi disse un giovane olandese.
L'unica cosa che pensavo nella mia collera era che ero stata presa in giro, e che quel generale avrebbe dovuto pagarla cara.

Lo portarono via alle due e mezza di notte, mezz'ora dopo che avevo cominciato a sfondare la porta della sua camera con i tacchi delle mie scarpe da giornalista occidentale."

Alcune volte l'ho odiata, altre volte l'ho adorata, ma comunque non mi è mai stata indifferente.
E' morta la più grande pensatrice degli ultimi cinquant'anni, che come al solito noi italiani non abbiamo fatto altro che insultare.



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at 18:37

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{ THE GIRL }



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Chiara, diciannovenne sull'orlo di una crisi di ottimismo. Astigiana trapiantata a Milano per ragioni di studio. Studentessa al primo anno di giurisprudenza presso il CLMG Bocconi. Frequentatrice di un corso di giapponese e uno di scrittura creativa. Nuotatrice a tempo perso. Vegeta-addicted. Una passione smisurata per J-ax. Moderatrice di un fUorum e capoclasse senza elezione. Amore incondizionato per Vegeta , L, Nobuo Terashima e Stephen King. Vorrei incontrare Ettore di Troia se esistesse l'aldilà.

{ HER ROOMS}

Sullo stile di scrivere
Fan fictions' archive

{ SHE LOVES }

Il mio gatto Gianluca, mia madre e come mi abbraccia, leggere, nuotare, la musica rock, i Club Dogo, Jax, i manga, Hayao Miyazaki, Umberto Eco, scrivere, Milano, New york, Edimburgo. (Lui)

{ SHE HATES}

Le mucche, ogni tipo di estremismo, gli stupidi, le scienze, litigare col pc, i cachi, Parigi, il primo pomeriggio, Striscia la Notizia, i lucchetti sui lampioni.

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J-ax, System of a down, Nightwish, Club dogo, Bowling for soup, Guns'n'roses, Francesco Guccini, Fabrizio de Andrè, Modena city ramblers.

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