Lui: "Io non capisco, perchè mi vuoi lasciare?" Samantha: "Perchè ti amo, ma c'è qualcuno che amo di più." Lui: "E chi sarebbe?" Samantha: "Me stessa."
La rivelazione mi è caduta addosso all'improvviso, come una pietra lanciata da quel personaggio eogcentrico e stupendo che è Samantha Jones di Sex and the city verso di me seduta sul divano di casa.
Questa è stata l'estate dei ritorni. Con R. che dopo due anni dalla fine della nostra storia non ha mai smesso di scrivermi e chiamarmi. R. che mi dice "ti prego, torna con me" e mi chiama alle tre di notte per sapere se la sera esco o resto a casa.
R. che quando l'ho lasciato si è trasferito per non vedermi più, che sniffava cocaina e pensava non lo sapessi ma io lo sapevo e per questo l'ho mollato.
R. che dice che sono stata la sua storia più importante, quando per me la nostra è stata solo la storia peggiore.
R. che non mai amato. La cui verità ho faticato ad ammettere. Io che l'ho preso in giro, che MI SONO presa in giro, dicendo che le differenze culturali non incidono. Mi sono raccontata la storia che non importava, se lui lavorava 12 ore al giorno in fabbrica mentre io studiavo, che non importava se non avevamo niente in comune.
Io che l''ho preso in giro per nove mesi.
Io che MI SONO presa in giro per nove mesi.
Quest'estate come ogni estate ha continuato a richiamarmi, a scrivermi lettere, e per un momento al tentazione di ricascarci l'ho avuta. Per bisogno d'attenzioni, per bisogno di sentirmi dire "ho bisogno di te".
Per bisogno di sapere che sono io, quella col coltello dalla parte del manico.
E mentre R. mi chiamava mi ha chiamata anche P., il mio primo ragazzo, che quattro anni fa mi mollò da un giorno all'altro facendomi piangere come una fontana sulla spalla di una mia compagna.
P., che non c'entrava nulla con me anche lui ma che mi piaceva tanto, troppo, al punto di dire che non c'era qualcuno io amassi più di lui, nemmeno me stessa.
P. mi ha chiamato e a luglio l'ho rivisto. Lui bello, bellissimo, esattamente come lo ricordavo, esattamente come quando piangevo in silenzio perchè lui non chiamava.
L'ho rivisto bello come quando avevo quattordic'anni, e come quando avevo quattordici anni mi sono chiesta cosa potesse mai trovarci in me. Mi sono sentita brutta e stupida.
Avrei potuto cedere, ma grazie a Samantha non l'ho fatto. Era sesso quel che voleva, glielo leggevo in faccia, come glielo leggevo quando stavamo assieme e fingevo andasse tutto bene.
Avrei potuto cedere ma non l'ho fatto perchè con lui non sarebbe stato divertente.
Non sarebbe stato divertirsi assieme, senza impegno, così, senza farsi male.
Non sarebbe stato bello, con lui.
Perchè con lui sarebbe stato scopare, senza niente d'altro. Senza un briciolo d'affetto. Perchè non c'era rispetto nei suoi occhi. Non c'era niente per me nei suoi occhi.
Avrei potuto cedere ma non l'ho fatto e ne sono fiera.
Perchè in ogni caso, sempre e in ogni caso, ho capito che la persona che amo di più sono io.
Sto fagocitando fumetti con una velocità mostruosa, in questo periodo, complice il fatto i miei neuroni siano troppo esauriti per cimentarsi con qualcosa di più impegnati di Stephen King dopo lo sprint della maturità.
Ecco quindi un piccolo riassunto di cos'ho letto in questi giorni:
Tanto per porre un paletto Miho Obana è una disegnatrice molto conosciuta anche in Italia. Suo è infatti il manga da cui è stato tratto il cartone animato Rossana, e come potete vedere dalla copertina di questo volume lo stile si riconosce benissimo:
Honey Bitter racconta la stora di Shuri, una ragazza di diaciannove anni con il dono di leggere il pensiero delle persone che lavora nell'agenzie investigativa della zia insieme a Riki (il castano scuro), suo ex fidanzato violento, e Yoda (il castano chiaro), ragazzo sensibile innamorato di lei.
Ma Shuri ha problemi a lavorare, dato che la resenza di Riki gli porta alla mente brutti ricordi e lei non riesce a capire se lui sia davvero cambiato come sembra oppure no.
Personalmente adoro come disegna la Obana, e ho apprezzato il fatto FINALMENTE abbia smesso di disegnare le ragazze tutte uguali identiche a Sana (Rossana). La storia per ora è bella, con una buona mescolanza di elementi gialli e situazioni sentimentali, però trovo che il prezzo della Dynit sia un po' eccessivo per una pubblicazione mensile.
In linea generale comunque non mi sono pentita dell'acquisto, e credo che se lo acquisterete vi innamorerete del modo di disegnare della Obana.
Non ricordo quanto costasse questo fumetto, ma credo intorno ai 5 euro (potrei anche andare a vedere, ma detto sinceramente non ho voglia di alzarmi).
La storia narra di due sorelle gemelle, Amber e Jeanie, che vengono accettate in un esclusivo collegio nel centro dell'Australia. Una volta arrivate lì, però, scoprono che circolano strane voci su delle ragazze scomparse e poi viste correre nella foresta che ciconda la scuola in piena notte. Inoltre la direttrice della scuola sembra avere terrore delle gemelle, mentre una delle due comincia a sognare di uscire di notte nella foresta.
Un manga sullo stile gothic-horror che mi è piaciuto molto. Il disegno soprattutto, ha alcune tavole davvero terrificanti.
Ho comprato questo fumetto per puro caso, ma l'ho letto in meno di dieci minuti e non vedo l'ora esca il secondo volume (ancora a data da destinarsi).
Se vi piacciono le storie di fantasmi ve lo consiglio, e se non vi piacciono ve lo consiglio lo stesso.
Titolo: Kodomo no Omocha Autore: Miho Obana Editore: Dynit (10 volumi + 1- completo) Costo: 4,50 cada uno
Di nuovo la Obana, e vi risparmio le recensioni di Andante e Partners, le altre due sue serie che sto leggendo. Come dicevo per Honey Bitter Kodomo no omocha da noi in Italia ha preso il titolo "Il giocattolo dei bambini- Rossana" e ne è stato tratto un (a mio avviso) carinissimo cartone che Mediaset non ha mancato di deturpare con le censure.
La storia parla di una bambina chiamata Sana e del suo compagno di classe Akito (meglio conosciuto come Erik), il quale viene trasmormato da teppista e delinquente in ragazzo normale grazie alla ragazzina. La storia del manga non è molto diversa da quella del cartone, però gli ultimi volumi della storia non sono stati trasposti in versione animata, quindi non ve li racconto per non rovinarvi la sorpresa casomai voleste leggere il manga.
In generale devo dire di aver apprezzato molto i primi volumi, per poi rimanere cocentemente delusa dagli ultimi due e soprattutto dalla chiusa della storia.
La Obana,ripeto, mi piace molto come disegnatrice, però cred si sia impelagata nello scegliere come protagonisti dei bambini. Sana e Akito, infatti, negli ultimi volumi non si comportano da undicenni quali sono, ma da quindici, sedicenni.
Con ogni probabilità è stata la popolarità raggiunta dal manga ad averle fatto venir voglia di mettere altra carne al fuoco, e questo l'ha portata a fare più di quel che avrebbe dovuto.
Sinceramente consiglierei la lettura dei primi 8 volumi, però non me la sento di dirvi di leggere tutta la storia.
Io sono rimasta parecchio delusa.
Per ora direi basta.
Colgo anche l'occasione per dirvi che da domani fino al 24 sarò via causa vacanze, quindi se commenterete vi risponderò al mio ritorno.
Buon ferragosto a tutti!
Chiara, diciannovenne sull'orlo di una crisi di ottimismo. Astigiana trapiantata a Milano per ragioni di studio. Studentessa al primo anno di giurisprudenza presso il CLMG Bocconi. Frequentatrice di un corso di giapponese e uno di scrittura creativa. Nuotatrice a tempo perso. Vegeta-addicted. Una passione smisurata per J-ax. Moderatrice di un fUorum e capoclasse senza elezione. Amore incondizionato per Vegeta , L, Nobuo Terashima e Stephen King. Vorrei incontrare Ettore di Troia se esistesse l'aldilà.
Il mio gatto Gianluca, mia madre e come mi abbraccia, leggere, nuotare, la musica rock, i Club Dogo, Jax, i manga, Hayao Miyazaki, Umberto Eco, scrivere, Milano, New york, Edimburgo. (Lui)
{ SHE HATES}
Le mucche, ogni tipo di estremismo, gli stupidi, le scienze, litigare col pc, i cachi, Parigi, il primo pomeriggio, Striscia la Notizia, i lucchetti sui lampioni.
{ PLAYING }
J-ax, System of a down, Nightwish, Club dogo, Bowling for soup, Guns'n'roses, Francesco Guccini, Fabrizio de Andrè, Modena city ramblers.
{ WANNA BE }
- Andare a Praga
- entrare alla Bocconi
- Andare in piscina
- Lui^^
- Avere la media del 28
- Trasferirmi a Milano
- Essere felice