Ore 7:00: Suona la sveglia e con calma mi alzo. Ho dormito con la finestra aperta e c'è la temperatura ideale. Mi vesto e nel mentre metto un po' in ordine la camera.
Ore 8:00: Colazione. Mi preparo con calma latte e cereali e sento le notizie per radio. Finita colazione metto le scarpe e a piedi vado a comprare il giornale.
Ore 9:00-12:00: Metto nello zaino Il signore degli anelli in versione originale, il quaderno e il libro di matematica, i compiti di latino, e vado in biblioteca. Arrivata lì mi siedo e studio con tranquillità ascoltando la musica. Riesco a tradurre più di dieci pagine senza grande bisogno del dizionario.
Ore 13:00: Torno a casa e mi preparo il pranzo. Mastico un chewin gum mentre cucino per non spiluccare. Quando finisco mi riempo il piatto e mangio composta a tavola bevendo tanta acqua invece della sprite zero.
Ore 14:00: Mentre faccio un'oretta di cyclette guardo Dragonball e i Griffin. Mi ricordo in tempo di registrare Dragonball e trovo anche la cassetta già preparata la sera prima nel videoregistratore.
Ore 15:00-17:00: Scuola guida. Seguo la lezione con attenzione e mi concentro sulla guida. Arrivo a casa ancora in forze dopo aver fatto la spesa.
Ore 17:00-18:00: Esco di casa e vado a pattinare con il lettore mp3. Quando arrivo al parco del Tanaro mi metto in una zona isolata e registro una buona parte di audio diario, raccontando tutto quello che mi passa per la testa. Quando finisco torno a casa.
Ore 19:30: La cena è ordinatamente pronta in tavola. Do da mangiare ai gatti e mi siedo con un po' di musica di sottofondo. Mangio con calma e solo lo stretto indispensabile. Verso le otto accendo il computer e controllo le e-mail.
Ore 20:00-22:00: Con impegno porto a termine il mio obbiettivo di scrivere 10000 parole al giorno tra racconti a fan fictions. Mentre scrivo non mi distraggo e non ho problemi quali blocchi o vuoti di idee.
Ore 23:00: Faccio una doccia o un bagno e dopo aver letto un'oretta mi addormento a letto.
COM'E' NELLA REALTA':
Ore 7:00: Mi sveglio con la sensazione di essermi appena addormentata. Guardo l'orologio e mi prometto di dormire ancora venti minuti. Dopo dieci mi riaddormento.
Ore 9:30: Finalmente mi alzo e vado in bagno. Nel mentre mi sfilo il pigiama e lo butto per terra. Scendo in cucina ancora in mutande e reggiseno perchè non ho voglia di vestirmi.
Ore 10:00: Sono seduta a tavola che guardo la tazza piena di latte e cereali. Ho lo stomaco contratto nonostante siano più di dodici ore che non mangio. Mi alzo da tavola e rimetto la tazza in frigo. Mi siedo sul divano a sfogliare qualche rivista anche se dovrei andare in biblioteca.
Ore 11:10: Dopo l'immane sforzo di uscire dal mio stato cavernoso e mettermi almeno qualcosa addosso, riesco ad arrivare in biblioteca. Non appena arrivo stacco i tre campanelli appesi allo zaino per non far rumore e spero che dentro ad esso ci sia tutto, perchè prima di uscire non ho controllato.
Metto piede in biblioteca cercando di camminare in modo da non far cigolare il legno. La stanza centrale è ingombra di studenti. Quando mi rendo conto che non ci sono tavoli interamente vuoti, e quindi dovrò sedermi accanto a qualche sconosciuto magari universitario, vengo presa dalla vergogna e esco senza nemmeno dare un'occhiata ai libri.
Ore 12:00: Arrivo a casa con la sensazione di star per svenire da un momento all'altro. Dovrei aspettare l'una per mangiare ma alla fine prendo un pacchetto di crackers dalla dispensa e mi corico sul divano. A metà del pacchetto vado a prendere una bottiglia di Sprite zero e la finisco quasi tutta prima della fine del pacchetto.
Ore 14:00: Maledico me stessa perchè non trovo la cassetta su cui registrare Dragonball. Se magari non avessi aspettato la fine della pubblicità per cominciare a cercarla a quest'ora sarei a posto. Invece trovo la bastarda nascosta tra i cuscini del divano. E devo anche mandarla indietro prima di attaccare. Quando inizia la registrazione metà puntata è già passata.
Ore 15:10: Arrivo in ritardo alla lezione di scuola guida e parcheggio sulle strisce dell'autobus. Quando esco per iniziare la guida l'istruttore mi dice con tono sarcastico: "Non prenderai mai la patente se già in moto parcheggi così." Salgo in macchina che sento di odiarlo, e a forza di sentire le sue urla dopo dieci minuti ho le lacrime agli occhi e non riesco nemmeno a rispondergli.
Quando finisce la guida vado direttamente a casa dove mi imbottisco di pastiglie per far passare l'emicrania. Se è una brutta giornata arrivo rantolando al lavandino e vomito per il nervosismo.
Ore 18:20: La fame mi morde lo stomaco e aspetto fremente le sette e mezza per poter cenare. Alla fine non resisto e faccio cena alle sei e mezza. Il libro da leggere e i compiti da fare solo lì che mi guardano dal tavolo in centro alla stanza.
Ore 20:00: Vado finalmente a pattinare e arrivo al Lungo Tanaro. Ho il lettore mp3 da ascoltare per tutto il tragitto, ma improvvisamente la batteria si scarica non appena inizio a registrare l'audio diario. Sono troppo esausta per tornare in un negozio a comprare le pile, così sbuffando e concentrata solo sulla fatica torno a casa con le pive nel sacco.
Ore 21:00 Mi metto davanti al pc con l'idea di scrivere le mie 10000 parole giornaliere. Comincio in quarta e senza problemi, ma dopo mezz'oretta penso di andare a controllare la posta. Non appena apro la cartella mi si apre messenger. Qualcuno mi contatta e così sto a chattare fino a mezzanotte. Quando chiudo la conversazione sono esausta e ho scritto a mala pena 5000 battute totali.
Ore 00:30: Vado a letto pensando che il giorno dopo mi alzerò alle sette e starò alle regole. Ma fatico a prendere sonno e mi addormento solo alle 3. Quando riapro gli occhi sono le sette ma mi sembra di essermi appena addormentata.
Sono a New York da quattro giorni, fa un freddo boia anche se non è nemmeno iniziato l'autunno. Sono le undici di sera e io e mio padre siamo per mano sulla cima della Twin Tower di destra
-Abbiamo fatto bene a venire oggi invece di domani- dico -alla sera è molto più bello.
Insieme a noi ci sono altre trenta persone.
Prendendo l'ascensore per tornare giù penso che devo proprio tornarci, sulle Torri Gemelle.
Aprile 2005:
Sono da due giorni a Roma in gita. Una settimana in una nuova città, così vicina eppure così lontana. Io e K. siamo coricati sul letto con la tv accesa. E' l'una di notte di un sabato sera. Stiamo parlando di qualcosa che non ricordo, probabilmente di fumo ed erba, io e K., quando all'improvviso parte la sigla dell'edizione speciale del Tg5.
E' morto il papa. A 300 metri dal nostro hotel.
Luglio 2005:
Mancano cinque giorni al ritorno a casa. Salisbury è a meno di 30 miglia da Londra. E' un giorno assolato e il giorno dopo andremo a Londra. Io non vedo l'ora, ci sono venuta apposta, in questo paesino minuscolo che sembra la Nizza Monferrato degli inglesi. Io e T. siamo cricati (ma guarda che caso) nel parco a sonnecchiare dopo pranzo: c'è il sole ma non fa caldo.
Sto quasi per addormentarmi quando mi arriva un messaggio.
-Tutto bene?-dice il messaggio.
Solo quella sera scopro che a Londra c'è stato un attentato.
Agosto 2006:
Sono ad Edimburgo. Mancano sette giorni al ritorno a casa e sto cercando di convincere la professoressa ad andare via due giorni prima per fermarci a Londra. Cavolo prof, le dico, l'anno scorso dovevo andarci ma c'è stato l'attentato. Andiamoci almeno quest'anno.
La prof dice che la cosa è fattibile ma bisogna vedere i voli. Quella sera scopro dello sventato attentato.
E io sono pigra, pigra, pigra, pigra, pigra (da canticchiare sulle note di Applausi per Fibra facendo magari anche qualche movenza yo)
E' ufficiale, sono un'imbecille fatta e finita. Sono cinque giorni, e dico cinque, che mi dico: "devo scrivere un post, devo scrivere un post, devo scrivere un post" e poi dico: "ma sì, lo faccio domani." Sono di una pigrizia tale che mi do sù i nervi da sola, e per colpa mia e dei muratori che mi stanno montando l'allarme distruggendo i muri ho anche la scusa che non riesco a concentrarmi. Quindi non vi lamentate se questo post sarà lungo come la quaresima più una settimana, perchè mi sono fatta ammassare un mucchio di argomenti.
PUNTO 1: DIO DI ILLUSIONI (ore 14:21)
DIO DI ILLUSIONI-LA STORIA SEGRETA DONNA TARTT ED. SUPERPOCKET DEL GENNAIO 2003 (prima edizione per Rizzoli, 1992)
Trama: In un raffinato college del Vermont Charles, Camilla, Richard, Bunny, Henry e Francis vengono ammessi all'esclusivo corso di greco antico tenuto dal professor Julian Marrow, accattivante professore che li inizia al mondo dell'antichità e della cultura classica. I ragazzi non sono i migliori, molti di loro non sono neanche intelligenti, ma quello che per Marrow conta è la passione, che essi mettono nello studio. Nel college il tempo passa tra un bicchiere di vino e una traduzione, finchè un giorno Charles, Camilla, Henry e Francis decidono di tentare di raggiungere l'estasi dionisiaca attraverso un baccanale. Ma cosa succederebbe se durante il rito Francis e Charles uccidessero un uomo, e se poi Bunny lo venisse a scoprire, diventando un testimone troppo scomodo?
Ho letto le 600 pagine di questo libro in cinque giorni, passando in meglio 5 ore ogni giorno davanti a lui. Una storia da molti definita "di formazione e distruzione", che parla di come da un gruppo di ricchi viziati possano scatenarsi meccanismi catastrofici. In genere recensisco poco perchè in genere il libro non vale lo sfrozo di scrivere la recensione, ma questa volta due parole erano d'obbligo.
Dio di illusioni è quel tipo di libro che ti crea il vuoto attorno quando lo finisci, dopo la cui lettura non riesci a leggere per una settimana come se fossi in lutto. Ma la cosa migliore è il linguaggio, anche se sconsiglio la lettura ai fan di Moccia. Questi lettori potrebbero dormi: "Ma è DIFFICILEEE" (con tono alla pianto di neonato) solo perchè la Tartt osa scrivere "acciochè e allorchè me ne fui andato". Ha una scrittura spiccatamente da professoressa qual è, con abbondanza di citazioni da latino e greco che comunque non pesano mai, ma al contrario, rendono affascinante e gotico il mondo descritto. E' un libro che crea un'atmosfera, in cui se l'autrice descrive le foglie che cadono sembra quasi di vederle e sentirle frusciare. E' un libro assolutamente da leggere, il più bello degli ultimi due anni delle mie letture. Uno splendido Trhiller di formazione.
PUNTO 2: TAGLI
TAGLI KARIN SLAUGHTER ED PIEMME-MISTERI DEL THRILLER 5.90 EURO
"Sara non rispose. Pensava che dopo quello che aveva visto quella sera nulla potesse più sconvolgerla, ma si sbagliava. -Cosa c'è?-ripetè Lena. -Non ha partorito un bambino-rispose Sara. -Nessun bambino. Jeffrey indicò lo speculum inutilizzato. -Come fai a saperlo, se non l'hai esaminata? Sara guardò entrambi, esitante. Alla fine disse: -Ha la vagina cucita. E' cicatrizzata, da almeno sei mesi."
Trama:Sara Linton è pediatra e coroner presso una piccola cittadina. Di giorno si occupa dei vivi, di notte dei morti. Nonostante abbia appena divorziato dal marito Jeffrey, poliziotto della cittadina un po' troppo preso dal lavoro, sta riprovando a ricostruire un futuro con lui. Sara è una donna ambigua, divisa fra l'amore per i bambini e il fascino del macabro. Eppure un giorno, senza che lei se ne accorga, le due parti della sua vita vengono a cozzare: quando Jenny, una delle ragazzine da lei curata per diversi anni, tenta di uccidere un ragazzo della cittadina, costringendo Jeffrey a spararle e ucciderla. Improvvisamente Sara si trova immischiata in una storia allucinante, fatta di gravidanze e mutilazioni, di violenza e famiglie crudeli. Ma, soprattutto, si troverà a dover rispondere a una domanda: di chi era il bambino morto nello zaino di Jenny?
Tagli. Un thriller che piace anche ai non amanti dei thriller come me. Me lo sono ritrovata fra le mani grazie a mia madre che letteralmente divora questo tipo di libri. Già dal titolo può sembrare la solita storia di violentadolescenza, con riferimenti marcati a bulimia, pedofilia, autolesionismo, stupri eccetera. Quasi tutti questi elementi ci sono anche, ma la "signora strage" (Slaughter in inglese significa appunto "massacro, strage") mescola tutti gli ingredienti in modo magistrale, non entrando mai nei particolari quando non se ne ha strettamente bisogno. E' una storia crudele e allo stesso tempo delicata per l'"educazione" con cui l'autrice tratta certe tematiche, non c'è il tentativo spasmodico di "fare sensazione", come spesso in queste storie capita. Al contrario la Slaughter si concentra sulla protagonista, sul suo rapporto con i ragazzi in questione, più che sulle azioni in sè. Tutto quanto ci viene filtrato dagli occhi di Sara, che solo dopo la morte di Jenny si rende conto di non averla mai fatta svestire per una visita e, per questo, di non aver mai notato i segni del suo autolesionismo. Una storia che si legge tutta d'un fiato, riga per riga, tanto crudele quanto avvincente.
PUNTO 3: PORCI CON LE ALI
PORCI CON LE ALI ROCCO E ANTONIA Ed Savelli- Collana il pane e le rose
"Obitorio: tavolo di marmo. Odore spesso di disinfettanti. Luce fissa. Silenzio pesante. Antonia P. di anni sedici, nazionalità italiana, sesso femminile, giace cadavere. Rumore di passi: si avvicina, in composto dolore, un gruppo di persone, le guida un uomo piuttosto bello col camice bianco e l'aria spenta del raccattacadaveri (uno che vive in mezzo alla morte deve essere molto spirituale). Dietro vengono nell'ordine: mamma con quel tailleur nero che si è fatta l'anno scorso (orribile, ma spero che avrà il buon gusto di non cercare di assomigliarmi almeno quando starò all'obitorio), é pallidissima, finalmente senza trucco. Papà, che ansima leggermente, si tampona il collo taurino con un fazzoletto bianco e sembra prossimo al collasso. Zia Bice, secca e fregona che non perde un particolare (che diavolo ci sarà venuta a fare se non mi può soffrire?) e poi, in ultimo, l'unico cuore veramente spezzato, Lui: Blue-jeans e maglietta. L'uomo col camice tira su il lenzuolo. I miei capelli sono morbidamente sparsi sul marmo. Li hanno lavati per levarci le incrostazioni di sangue e adesso stanno lì biondi e solari come seta. La mia faccia pallidissima e distesa, senza un solo brufolo. Il silenzio crepita di singhiozzi."
Trama: Corre l'anno 1976, il 68 è finito da un pezzo ma la gente si sente obbligata a portarlo avanti. Antonia e Rocco sono due sedicenni fingli di genitori di sinistra, che si incontrano ad una manifestazione, fra una festa e l'altra si mettono assieme, litigano, si lasciano, forse si incontreranno ancora. Lasciando da parte la rivoluzione sessuale che li vuole liberi e sfidanzati.
Porci con le ali uscì negli anni Settanta per sfida, scritto da due intellettuali di sinistra (un uomo che scrisse la parte di Rocco, una donna che scrisse la parte di Antonia) con l'obbiettivo di parlare dei giovani e del loro mondo. Il libro ebbe un percorso analogo a quello che è stato il caso di Tre metri sopra il cielo: stampato in pochissime copie, fatto circolare fra amici e conoscenti, divenne un caso letterario simbolo di una generazione. C'è da dire che, al contrario di Tre metri sopra il cielo, gran parte del successo sbocciò da una recensione pubblicata niente e popò di meno che su "La repubblica" ,scritta da Giuliano Zincone, che ne scrisse elogi che nessun critico ha mai più scritto parlando di un libro di adolescenti. Io non so che effetto abbia fatto ai ragazzi all'epoca, se era davvero testimonianza di una generazione o no, se era letto dalle ragazzine di 14 anni e schifato da quelli di 19, fatto sta che ho trovato questo libro in un mercatoni dell'usato a 50 centesimi, l'ho letto in un solo pomeriggio e l'ho trovato bello, molto bello. E' un libro che racconta una storia d'amore in modo semplice, fuori dallo stereotipo del teppista e ldela brava ragazza, fuori dalla ragazza perfetta del primo libro che nel secondo diventa una puttana che si mette a pecora per farsi sverginare. Al di fuori della frase da panettone Io e te tre metri sopra il cielo. Non a caso il sottotitolo è Diario sessuo-politico di due adolescenti. Tanto sesso e voglia di rivalsa. Tanta politica e voglia di estremismo. Un libro sull'amore e sul sesso. Un libro poltiico, anche, sincero, soprattuto. Porci con le ali è un bel libro, un libro che dà speranza e può riempire, di sogni, un pomeriggio di pioggia.
Chiara, diciannovenne sull'orlo di una crisi di ottimismo. Astigiana trapiantata a Milano per ragioni di studio. Studentessa al primo anno di giurisprudenza presso il CLMG Bocconi. Frequentatrice di un corso di giapponese e uno di scrittura creativa. Nuotatrice a tempo perso. Vegeta-addicted. Una passione smisurata per J-ax. Moderatrice di un fUorum e capoclasse senza elezione. Amore incondizionato per Vegeta , L, Nobuo Terashima e Stephen King. Vorrei incontrare Ettore di Troia se esistesse l'aldilà.
Il mio gatto Gianluca, mia madre e come mi abbraccia, leggere, nuotare, la musica rock, i Club Dogo, Jax, i manga, Hayao Miyazaki, Umberto Eco, scrivere, Milano, New york, Edimburgo. (Lui)
{ SHE HATES}
Le mucche, ogni tipo di estremismo, gli stupidi, le scienze, litigare col pc, i cachi, Parigi, il primo pomeriggio, Striscia la Notizia, i lucchetti sui lampioni.
{ PLAYING }
J-ax, System of a down, Nightwish, Club dogo, Bowling for soup, Guns'n'roses, Francesco Guccini, Fabrizio de Andrè, Modena city ramblers.
{ WANNA BE }
- Andare a Praga
- entrare alla Bocconi
- Andare in piscina
- Lui^^
- Avere la media del 28
- Trasferirmi a Milano
- Essere felice